A tutto Allegri: «Bonucci sarà il leader dello spogliatoio»

massimiliano allegri
© foto Massimo Pinca

Intervistato per Sky Sport da Paolo Condò, Max Allegri è tornato sulla finale di Cardiff e sulla gestione del caso Bonucci

Arrivato nello scetticismo generale, Massimiliano Allegri ha fatto ricredere tutti i tifosi juventini ed ha dimostrato di essere l’uomo giusto per guidare la Signora. Sentimentalmente legati ad Antonio Conte, infatti, il tifo bianconero si è prima sentito tradito ed ha fatto fatica, quantomeno inizialmente, ad accettare l’avvento di Allegri, colui che fino a poche stagioni prima guidava il Milan: nei tre anni trascorsi a Torino, tuttavia, il tecnico toscano ha dimostrato il suo valore, conquistando tre scudetti, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana ed è arrivato a giocarsi due finali di Champions, purtroppo perse entrambi.

LA MACCHIA – Ma se quella del 2015 è stata digerita più in fretta, in quanto la Juve affrontò un Barcellona nettamente più forte, la sconfitta del 3 giugno subita a Cardiff contro il Real Madrid si fa fatica a mandar giù, come ha raccontato lo stesso Allegri a Paolo Condò: «Le reti del Real Madrid all’inizio del secondo tempo ci hanno tagliato le gambe e condannati definitivamente. Dopo il primo gol di Ronaldo, infatti, abbiamo subito pareggiato e abbiamo continuato a spingere ma a ritmi forsennati, tant’è che poi nella ripresa non ne avevamo più. Se potessi tornare indietro, alla fine del primo tempo avrei fatto due o tre cambi, ma era impossibile farli perché quando si gioca una finale ci si prospetta i supplementari e in quel momento lì avevo Pjanic con un ginocchio in disordine, avevo Mandzukic con una caviglia che si stava gonfiando e quindi li ho rimandati in campo sperando che la partita si mettesse in un certo modo e che 20 minuti riuscissimo a reggere: ma già temevo che sarebbe andata a finire male, anche perché il Real aveva preso il sopravvento già negli ultimi cinque minuti del primo tempo».

CASO BONUCCI – Allegri, inoltre, è tornato a commentare quello noto come il “caso Bonucci“, che vide l’esclusione punitiva del centrale difensivo bianconero in occasione della gara di andata degli ottavi di finale di Champions disputata in casa del Porto: «In quel momento, Bonucci aveva sbagliato ed era giusto che pagasse: non potevo chiudere un occhio. Adesso i rapporti tra noi sono sereni e sono convinto che resterà alla Juventus, anche perché sarà il futuro leader dello spogliatoio bianconero».

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