Dani Alves e lo screzio con Marotta: giusto farlo andare via gratis?

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Dani Alves e la rescissione consensuale con la Juve: la frecciatina a Marotta lascia qualcosa in sospeso, ma il patto da gentiluomini ha portato all’addio gratis

La soluzione meno dolorosa. La Juve è venuta incontro a Dani Alves, rispettando- come dichiarato più volte- la volontà del giocatore. Perchè nessuno resta controvoglia, nessuna lotta interna giocatore-società, che alla lunga può solo logorare entrambi. Questo il pensiero o meglio lo stile Marotta. Il prossimo caso potrebbe essere Alex Sandro, intanto la regola è già stata applicato per l’altro brasiliano.

Il gentlement agreement fra la società e Alves ha portato alla rescissione consensuale con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto. L’ex Barça si è lanciato una serie di uscite (social e non) che non hanno lasciato scelta alla società. Il punto di partenza, o forse di arrivo, lo spiega proprio lo stesso Dani nel suo messaggio di addio su Instagram.

«Come tutti sanno dico sempre quello che credo e che penso. Sento di dire grazie al signor Marotta per l’opportunità che ti ho dato di aver un grande professionista, che ama il suo lavoro al massimo. Non gioco a calcio per denaro, gioco perchè amo questo lavoro e rispetto tutti quelli che fanno parte di questo mondo. Spero che tu approfitti del mio lavoro per farti molti anni di vacanze. Io amo il calcio, i soldi non mi tratterranno da nessuna parte. Grazie Mille».

La risposta della dirigenza non c’è stata a livello ufficiale. Prevale la diplomazia e la voglia di lasciare tutto quanto di bello si è fatto insieme, anche solo in un anno. Lo stile Juve impone questo: nessuno resta controvoglia, anche se ciò va contro la logica economica della società.

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