Douglas Costa, ecco chi è veramente il “The Flash” brasiliano

douglas costa
© foto Twitter - @J_Mercato

Douglas Costa, mancino puro, professionista esemplare, ossessionato dall’allenamento e dal dribbling: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo fantasista della Juve

Nome: Douglas Costa de Souza

Data e Luogo di nascita: Sapucaia do Sol (Brasile), 14 settembre 1990

Nazionalità: Brasile

Stato Civile: Sposato

Coniuge: Luisa Ramos (dal 2014)

Dougas Costa: caratteristiche tecniche, ruolo, punti di forza e debolezze

Ruolo naturale: Esterno sinistro

Altri Ruoli: Esterno destro, Trequartista

Piede naturale: Mancino

Punti di forza: Gambe potenti e muscoli (64 kg per 172 cm), anche se molto compatto e veloce. Unisce la rapidità pura all’esplosività, d’altronde il fisico sopporta alla grande contrasti, spallate e copertura di palla. Accelerazione fuori dal comune che riesce a mantenere anche per lunghe distanze. Caratteristica che lo rende un star dei videogame, per le sue skills (basta giocare una volta a FIFA 2017 o a Pro Evolution Soccer). L’altra grande qualità è il dribbling: grande vastità di repertorio come la migliore scuola brasiliana impone. Col sinistro colpisce la palla come vuole, il cross pennellato a rientrare ha fatto la fortuna degli attaccanti centrali che hanno giocato con lui. Anche se la sua giocata standard prevede il rapido cambio di direzione per lasciare lì l’uomo. Il peso passa da una gamba all’altra con grande facilità. La sua qualità migliore non è però il gol, ma far segnare.

Punti deboli: Vero è che col sinistro fa letteralmente cosa vuole (esterno, collo, piatto non fa differenza), ma è praticamente l’unico piede che usa. Rispettando la tradizione di grandi campioni (Messi, Maradona) usa il destro solo per i fondamentali, non riuscendo a trovare con quel piede molto di più rispetto ad un cambio di direzione o un passaggio. Ma il deficit maggiore è nel gioco aereo: le statistiche parlano di appena il 15% dei duelli aerei vinti nelle ultime due stagioni al Bayern. Troppo poco.

Douglas Costa, la carriera del brasiliano cresciuto nell’Europa dell’ Est

«Gioco a calcio per colpa di mio padre. Lui mi ha sempre dato due ottimi consigli: non bere e non fumare»

«Un giorno voglio diventare il miglior calciatore del mondo e solo il talento non basta. Se non ci riuscirò, almeno ci avrò provato» 

Douglas Costa nasce come trequartista puro e da ragazzino in quel ruolo emerge all’interno delle giovanili del Novo Hamburgo, prima di essere notato e passare al Gremio nel 2002 (all’età di 12 anni). Esordisce in prima squadra il 4 settembre del 2008 (dieci giorni prima di diventare maggiorenne) contro il Botafogo e, da predestinato, bagna subito l’esordio con gol. In quella prima stagione tra l’altro fece coppia in attacco con Maxi Lopez.

Sembra comunque già pronto per l’Europa. Dopo due sole stagioni, nel 2010, durante il calciomercato invernale lo Shaktar lo porta in Ucraina. L’acquisto passa sotto traccia (solo 5 milioni), ma Costa si impone subito come pedina titolare dell’undici di Lucescu, che lo fa giocare da centravanti prima dell’adattamento al ruolo di esterno offensivo. «In Ucraina- dice Douglas– pensavo fosse una cosa passeggera e invece ci sono rimasto 5 anni. Ai più piccoli dico sempre: ‘se vi allenate tanto, tutto può succedere’».

Il complicarsi della situazione politica, con lo scoppio della guerra nell’est del paese convince il giocatore a non farvi più ritorno. Il Bayern se lo aggiudica a luglio 2015 per 30 milioni di euro (guadagnandoci poi due anni dopo una plusvalenza di 16 milioni). In Baviera 77 presenze e 14 reti. E Guardiola il primo anno lo completa tatticamente, adattandolo anche alla fase di copertura sulla fascia. Con Ancelotti qualche difficoltà in più: un infortunio alla coscia ad inizio anno complica le cose e il tecnico emiliano gli preferisce spesso Ribery nel tridente con Lewandowski e Robben. In totale 34 presenze di cui 19 dal primo minuto.

Douglas Costa, segni particolari

Perchè “The Flash“? Perchè lui stesso vuole farsi chiamare così. Il profilo su Instagram si chiama DC11 con le saette ai lati in onore del supereroe della Dc Comics e di recente ha pure sfoggiato una pettinatura ad hoc. Il documentario girato dalla casa cinemografica tedesca Oinkfilm sulla sua storia si intitola infatti proprio #TheFlash. É qua che si capisce il lato più vero del Douglas Costa professionista. «Quando giocava in Ucraina – dice Lucas Kruel, suo personal trainer e grande amico da sempre- e non era soddisfatto di una partita tornava a casa la sera e si allenava anche fino alle due del mattino”. Un’ossessione e una cultura del lavoro, che ricorda da vicino quella di uno dei grandi mostri sacri della Juve: Pavel Nedved. «L’allenamento è la chiave. Nel calcio ormai ci sono tanti giocatori ad alto livello che non hanno talento, ma riescono ad arrivare al top con l’allenamento». Parola di The Flash, un pò brasiliano e un pò nordico.

@ligeirinhohair é talento demais! Valeu meu barbeiro é brabo! 👊🏾😎 #Dctheflash⚡

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Carriera e statistiche

Giovanili: Novo Hamburgo, Gremio

  • 2008-2009 Gremio 37 presenze/ 2 gol
  • gen 2010-2015 Shaktar Donetsk 202 presenze/ 38 gol
  • 2015-2017 Bayern Monaco 77 presenze/ 14 gol

Nazionale: 17 presenze/ 3 gol

Palmares

  • 5 Campionati d’Ucraina
  • 3 Coppa d’Ucraina
  • 4 Supercoppa d’Ucraina
  • 2 Bundesliga
  • 1 Coppa di Germania
  • 1 Supercoppa di Germania
  • 1 Campionato sudamericano Under 20

Douglas Costa: Skills, Assist & Goals  2016/17 [VIDEO]

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