Juve imbattibile: ecco la semifinale di Champions

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Allegri e i suoi ragazzi escono imbattuti dalla tana infuocata del Camp Nou e in due sfide non concedono al Barcellona nemmeno una rete, prova magistrale di tutta la squadra che vola al penultimo atto della massima competizione europea

L’ennesima sfida perfetta, accoppiata a quella dell’andata, e la Juventus va dritta verso l’ambitissima semifinale di Champions League, uscendo dal prato del Camp Nou immacolata, con la rete inviolata. Un dato che la dice tutta su come la Juve abbia condotto la gara di ieri sera in uno stadio ribollente di spinta ed entusiasmo per gli avversari, che ha visto rimonte epocali e caterve di gol dei blaugrana. Invece i bianconeri inchiodano il Barca sullo 0-0 e addio ai proclami sbruffoni di remuntada del pre partita. L’ennesimo capolavoro tattico di Massimiliano Allegri, un Mister preparato tatticamente come pochi in Europa, pochissimi, che ha disegnato il match come voleva, aggressione alta, altissima, nel primo quarto d’ora, poi chiusura dei varchi, cementificando il cono centrale dove i blaugrana hanno cercato lo sfondamento, riuscendoci forse un paio di volte senza esiti, squadra corta, stretta e ripartenze fulminee atte a sbriciolare le resistenze catalane.

Un pensiero tattico fulgido, ottimale, se hai una squadra votata al sacrificio e alla corsa, e i bianconeri incarnano anche queste peculiarità tecnico-strategiche. Una compagine lucida quella juventina, compatta, inscalfibile, con una difesa mondiale che sa sempre tenersi in linea, senza soffrire mai, una Juve con una personalità eccezionale che sa gestire e ripartire senza mai perdere la testa o andare in confusione, un pacchetto arretrato tetragono, aiutato in maniera magnifica dai centrocampisti, partita sublime di Pjanic che sta diventando uno dei metronomi più completi a livello europeo, gli attaccanti in moto perpetuo, gli esterni che fanno i terzini, i mediani, i marcatori, per poi proporsi a rete. Ecco, forse l’unico dato non da 10 in pagella, risiede proprio nella brillantezza sottoporta degli avanti: tante occasioni, almeno 5-6 nitide durante i 90 minuti e passa di partita, alcune situazioni gestite non in maniera efficace, ma quando corri a perdifiato in ogni zona del campo è complicato arrivare sotto porta con il cervello ossigenato e gesta sagaci. Ma la Juventus ha avuto le sue occasioni per mettere sotto il Barcellona e non le ha sfruttate.

Un Barcellona a secco in casa non succedeva da tempo immemore, soprattutto in Champions, la Juventus è riuscita anche in questa impresa, e al netto delle due partite, stramerita di essere nei bussolotti del sorteggio di domani. Partita sontuosa dei due centrali Bonucci e Chiellini, mai in affanno e bravissimi a non concedere quasi nulla a un Messi poco in forma, Neymar più reattivo dell’andata ma mai vero mattatore, cancellando totalmente Suarez, che in 180 minuti, non si è mai visto. Ma tutta la Juve ha disputato un match di spessore enorme contro un avversario di levatura eccelsa che ha mostrato alcune crepe da fine di un ciclo. Il minuto 76 è la sintesi totale della crisi dei catalani superstar, la resa di fronte a una corazzata proveniente da Torino che nulla concede: Suarez si getta clamorosamente in area juventina reclamando un rigore che manco ai videogiochi darebbero, pochi secondi dopo Umtiti, appena sfiorato da Higuain, cade fulminato sulla via dell’eliminazione, del tipo non sappiamo più che carte giocarci per tentare l’impresa. Senza contare l’atto fortemente antisportivo della non restituzione della palla, nel primo tempo, con Dybala che mette fuori per soccorrere Mandzukic, cose da Napoli, brutte da vedere. Insomma tutti dettagli chiari della fine di un impero, quello di Iniesta e soci.

La Juve esce dal Camp Nou con l’eccezionale qualificazione alle semifinali di Champions e con la patente di squadra più scomoda da affrontare, ora dovranno essere gli avversari a temerla, due gol subiti in tutto il torneo sono un dato eclatante verificatosi solo tre volte nella storia della competizione. Personalmente vorrei trovare nell’urna il Monaco che, per tradizione, si è sempre rivelato un avversario che conduce Madama verso la finale. Questa è una Juventus fortissima che fa godere i propri tifosi, probabilmente anche coloro i quali sparavano guano e veleno su Allegri e alcuni suoi giocatori fino a poche settimane fa. A nessuno basta essere rientrati nel novero dei 4 club più in vista d’Europa, l’obiettivo finale, da ieri sera, è entrato nel mirino.

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