Monaco avversario insidioso, ma i precedenti dicono Juve

mbappé
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La Juventus è più forte sulla carta del Monaco, ma ciò non toglie che lo straordinario cammino intrapreso dei ragazzi di Jardim possa spaventare i bianconeri

L’urna di Nyon ha riservato ai ragazzi di Allegri il Monaco come avversario contro cui disputare il doppio confronto valido per la semifinale di Champions League. Bisogna ammettere che, sulla carta, la compagine francese risulta essere probabilmente la più abbordabile tra le squadre rimaste in corsa nella competizione, in quanto le altre due spagnole (Real Madrid e Altetico) sono ben più abituate a sfide di questo blasone.

OCCHIO ALLE INSIDIE – Nonostante ciò, si tratta della semifinale della massima competizione europea e sarebbe blasfemo dare qualcosa per scontato. Anzi, nonostante sia forse sorprendente la sua presenza tra le migliori quattro d’Europa, non è poi così giusto definire il Monaco quale “mina vagante”: la squadra di Jardim, infatti, oltre ad essere prima in classifica in Ligue 1, ha eliminato nelle fasi finali di questa manifestazione due compagini di blasone come Manchester City e Borussia Dortmund e ciò significa quindi che il suo accesso alle semifinali è stato tutt’altro che immeritato.

I PRECEDENTI – Dal punto di vista dei precedenti, la Juventus può davvero sorridere. I bianconeri, infatti, hanno passato il turno entrambe le volte che ha incrociato il Monaco in Champions League: semifinale 1997/98 e quarti 2014/15 ed in quest’ultimo doppio confronto la Juventus non ha subito nemmeno un gol nella doppia sfida con i monegaschi, ricavando la qualificazione grazie ad un gol di Vidal nella gara d’andata allo Juventus Stadium. Includendo la Coppa delle Fiere, la Signora ha passato il turno 10 volte su 10 nella fase ad eliminazione diretta delle coppe europee contro avversarie francesi, mentre, limitandosi alla Coppa dei Campioni/Champions League, la Juventus ha superato il turno tre volte su tre in semifinale contro avversaire francesi: Bordeaux 1985, Nantes 1996 e Monaco 1998.

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