Moggi dimentica la Juve: «Ricordo più bello? Lo Scudetto al Napoli»

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Luciano Moggi compie 80 anni e “dimentica” per un attimo la Juve: «Alla Juventus ho vinto tutto quello che c’era da vincere, ma lo Scudetto al Napoli …»

Luciano Moggi fa 80 anni. L’ex dirigente sportivo, fra le altre, di Torino, Napoli e Juve che ha segnato un’epoca del calcio italiano, finendo poi travolto dal ciclone Calciopoli, si racconta a 360° in una lunga intervista al Mattino di Napoli. «Il calcio mi ha dato e tolto tanto. Ha rappresentato in fondo la mia vita. Alla fine ho fatto quello che sognavo da piccolo: lavorare in una grande società e contare qualcosa. Io nel calcio ho svolto tutti i ruoli, tranne forse il magazziniere, e fatto tanta gavetta».

«Ho faticato tanto, specie nel ruolo di osservatore. Il mio maestro? Italo Allodi, mi ha insegnato come si gestisce un club. Alla Juventus c’erano quindici osservatore: lui ne scartò quattordici e scelse me. Un punto di riferimento assoluto».

«Con la Juve ho vinto tanto, anzi tutto quello che c’era da vincere. Ma in cima ai ricordi metto lo Scudetto con il Napoli. Maradona? Fin quando andava in campo non c’erano problemi, sopportavo certi suoi comportamenti. Quando crollò tutto, mi comportai come si impone di fare a un dirigente: feci la voce grossa per ottenere il rispetto di tutta la squadra. Dopo la trasferta di Mosca in Coppa Campioni radunai tutti e dissi che me ne sarei andato in primavera. Infatti presentai le dimissioni».

«La trattativa più divertente? Alla Juventus volevano Emerson e Ibrahimovic. Invitai entrambi a Nizza. All’incontro trattai solo con Emerson e Ibra si ingelosì: chiese a Raiola di portare anche lui alla Juve. La radiazione mi ha messo tristezza: la giustizia sportiva e penale sono arrivate a conclusioni diametralmente opposte».